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L’energia pulita delle pompe di calore: il nuovo laboratorio a NOI Techpark porta le aziende nel cuore della ricerca
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2019-07-04 2019-06-20 20 Juni 2019 - Alexander Ginestous
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Eurac Research apre «Heat Pumps Lab». Un settore in grande espansione: +65% negli ultimi sette anni. Wolfram Sparber: «Nuove soluzioni per ridurre il consumo energetico»

Un’altra tessera nel mosaico dei laboratori dedicati alle energie rinnovabili è stata posta. O meglio: una delle nove, tante quante sono le infrastrutture dedicate, presenti a NOI Techpark, dedicate a tutto ciò che è rinnovabile. E con un obiettivo ben preciso: mettere insieme impresa e ricerca in modo da ottimizzare i prodotti in uscita sul mercato, alzando il livello qualitativo e creando nuove soluzioni per ridurre i consumi energetici.

Il nuovo laboratorio «Heat Pumps Lab», griffato Eurac Research, è a disposizione di produttori, ricercatori e progettisti del mondo delle pompe di calore per accompagnare gli addetti ai lavori verso una nuova frontiera dell’innovazione. Sullo sfondo c’è un mercato sempre più in crescita, specie in Europa: dal 2012 al 2018 l’incremento nella vendita di sistemi a pompe di calore ha toccato quota +65%, (+10% negli ultimi dodici mesi), creando un volume d’affari di 6,5 miliardi di euro all’anno e impiegando oltre 50.000 addetti.

«Il progetto di costruzione di questo laboratorio è nato circa quattro anni fa “in casa”, nel senso che per la progettazione e la costruzione abbiamo voluto far affidamento unicamente sul nostro know-how e sulle persone che abbiamo formato – spiega Wolfram Sparber, direttore dell’Istituto per le energie rinnovabili di Eurac Research –. Grazie a questo, oggi possiamo mirare ad alti standard qualitativi dei test condotti e dei risultati acquisiti. Con i nostri ricercatori e la nuova infrastruttura vogliamo fare ricerca applicata, immaginando nuove soluzioni per ridurre il consumo energetico negli edifici e lo sfruttamento delle fonti rinnovabili disponibili».

Le pompe di calore sono macchine in grado di trasferire energia termica, riscaldando ambienti di inverno e rinfrescandoli d’estate, in modo sostenibile. Negli ultimi sette anni Eurac Research ha lavorato su oltre 15 progetti di ricerca — di cui cinque sono attualmente in corso dedicati a questo settore. I ricercatori, impegnati in consorzi con aziende, altri centri di ricerca e università, hanno studiato come ottimizzare l’integrazione di questa tecnologia negli edifici e nelle reti di teleriscaldamento. Con la nuova infrastruttura, i ricercatori potranno eseguire prove su pompe di calore per il riscaldamento e il raffrescamento e per unità di produzione di acqua calda sanitaria. A questo scopo, l’Heat Pumps Lab utilizza una camera climatica e un doppio calorimetro di grandi dimensioni (10x6x6 metri) che può quindi accogliere pompe di calore con potenza termica nominale fino a 400 kW. La camera climatica riproduce condizioni climatiche che possono variare da - 20°C a 50°C e da 10% al 95% di umidità relativa.

«Oltre a prove in condizioni stazionarie, il laboratorio permette di testare pompe di calore e interi impianti, in condizioni di funzionamento dinamiche – racconta Roberto Fedrizzi, responsabile del gruppo di ricerca sui sistemi di riscaldamento e raffrescamento sostenibile di Eurac Research -. Attorno al laboratorio ci sono poi le nostre competenze, acquisite in anni di esperienza che vogliamo trasferire attraverso corsi di formazione e aggiornamento per progettisti termotecnici e installatori».

E alcune aziende hanno già messo piede all’interno del laboratorio: nella giornata di apertura della struttura, mercoledì 15 maggio, alcune realtà del settore, invitate da Eurac Research a NOI Techpark, hanno partecipato a un workshop dedicato agli sviluppi del mercato e hanno poi potuto visitare il laboratorio. «Stiamo lavorando su progetti che coprono il settore residenziale integrando fortemente il mondo delle pompe di calore con quello delle caldaie a gas – racconta Daniela Chiesa, rappresentante della ditta piacentina Italtherm -. Poter utilizzare un laboratorio come questo, che ci permetterebbe di valutare il carico dei due generatori assieme, sarebbe sicuramente utile, data la sua importante flessibilità nell’andare incontro alle esigenze di tanti diversi costruttori che progettano direttamente la macchina».

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