Pubblicato
21.04.2026
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Il futuro dei pascoli alpini passa dai dati

FUSION GRANT: Eurac Research con Piano Green studiano l’impatto del clima sui prati altoatesini

Non è solo una questione di temperatura, nei prati alpini il cambiamento climatico può modificare le relazioni tra le funzioni vitali delle piante. E se queste relazioni si indeboliscono, l’intero ecosistema rischia di diventare più fragile. È da qui che è partito GRASSROOTS, progetto sostenuto da Fusion Grant che ha visto collaborare Eurac Research e Piano Green, start-up nata dall'incontro tra Gruppo FOS e Santagata 1907, dedicata alle smart agriculture solutions, con l’obiettivo di rendere più resilienti i pascoli altoatesini.

La ricerca si è concentrata sulla Val di Mazia, tra i 1.500 e i 2.300 metri di altitudine, dove sono stati rilevati 19 tratti funzionali delle piante, analizzati come nodi di una rete: dalla biomassa alla clorofilla, dalla ritenzione idrica agli indici spettrali legati allo stato di salute vegetativo. Non solo: grazie alla collaborazione con il Consorzio Provinciale per la Difesa delle Colture delle Avversità Atmosferiche e con due agricoltori locali, GRASSROOTS ha raccolto dati anche in quattro prati a conduzione agricola nelle province di Bolzano e Trento, così da confrontare sistemi gestiti e prati naturali.

È emerso che con il diminuire della temperatura, la rete perde densità e coesione, rendendo il prato meno resiliente. In termini ecologici significa che le funzioni della pianta – crescita, assorbimento della luce, gestione dell’acqua – lavorano in modo meno coordinato. «Il cambiamento climatico non agisce solo sulla temperatura, ma modifica le relazioni tra le funzioni vitali delle piante» - spiega la ricercatrice Elsa Andres, 29 anni, post-doc al terraXcube di Eurac Research, assunta per seguire le attività del progetto Fusion Grant. Con una laurea triennale in Fisica Teorica, una laurea magistrale in Sistemi Complessi e un dottorato di ricerca in Scienze delle Reti e dei Dati presso la Central European University di Vienna, Elsa Andres è arrivata a Bolzano proprio grazie a Fusion Grant, che ha tra i suoi obiettivi la valorizzazione di ricercatrici e ricercatori post-doc under 40.

La seconda parte di GRASSROOTS si è concentrata sugli eventi climatici estremi. Piogge intense e tempeste possono alterare lo stato fisiologico delle piante anche quando sembrano apparentemente sane. Per studiare gli effetti generati dal maltempo, il team ha utilizzato il Microcosmo di Piano Green, una camera climatica avanzata in cui temperatura, luce e umidità vengono controllate artificialmente. Attraverso l’analisi morfologica delle piante e tecniche spettroscopiche, prima e dopo gli eventi simulati di pioggia, sono state individuate le specie che risultano meno impattate dagli stress improvvisi. «È un modo per tradurre i dati di laboratorio in raccomandazioni concrete per chi lavora sul campo» - chiarisce la ricercatrice. Le rilevazioni, infatti, consentono di supportare gli agricoltori nella scelta di specie più resilienti, pianificare meglio i cicli di sfalcio e adattare la gestione dei pascoli a un clima sempre più instabile. 

 

Il modello di collaborazione promosso da Fusion Grant è stato determinante. «Questo progetto mi ha dato non solo un’opportunità professionale, ma anche la possibilità di applicare strumenti teorici a problemi reali» - commenta Elsa Andres. «Il lavoro con Piano Green e con il NOI Techpark è stato un esempio di come l’integrazione tra ricerca e impresa possa accelerare l’innovazione applicata, portando risultati concreti sul campo» - aggiunge il responsabile del progetto di Eurac Research, Abraham Mejia-Aguilar. I risultati ottenuti, presentati anche a livello internazionale alla conferenza IEEE SmartAgri&Susy 2025, aprono ora la strada a ulteriori sviluppi. 

Questo è uno dei dieci progetti della terza edizione di Fusion Grant, un’iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano in collaborazione con NOI Techpark, Economia Alto Adige e Rete Economia. L’iniziativa promuove in modo mirato la collaborazione tra aziende altoatesine e istituti di ricerca, consentendo a post-doc under 40 anni di partecipare a progetti pratici.