Industria automobilistica, industria 4.0, sensori e robotica

Un'automobile su tre nel mondo, monta componenti prodotti in Alto Adige: chi l'avrebbe detto che tra le Alpi si nasconde una "piccola" Motor Valley?

Analoga a quella emiliana, specializzata nella componentistica, rappresenta uno dei settori più importanti dell'economia altoatesina. Con oltre 800 aziende e 16.000 addetti, produce da sola il 50% delle merci esportate e realizza più del 50% dei progetti regionali in ricerca e sviluppo. Nel complesso, l'automotive altoatesino è un mondo che spinge l'innovazione ai massimi livelli. Digitalizzazione meccatronica, tecnologie dei materiali, robotica sono i temi centrali della crescita del comparto. E l'automazione, nello specifico, è parte vitale dei processi produttivi. In un rapporto, quello uomo-macchina, che non è di competizione, ma di collaborazione. In Alto Adige e a NOI Techpark, anche grazie ai laboratori e alle ricerche di Unibz e Fraunhofer Italia, si sperimenta infatti una nuova interazione tra l'uomo e il robot industriale.

Superata l'impostazione della catena di montaggio anni Ottanta e Novanta, quando grosse macchine semoventi erano fisicamente separate dagli operai, oggi gli operai specializzati lavorano assieme a robot capaci di interagire e collaborare. I robot collaborativi, lo si può vedere in provincia di Bolzano, sono al centro della quarta rivoluzione industriale. Inventati nel 1996 da J. Edward Colgate e Michael Peshkin, docenti della Northwestern University in Illinois (Usa), stanno rivoluzionando la produzione industriale. E aprono la strada al sistema che porta l'Internet degli Oggetti davvero "dentro" le aziende, l'Industria 4.0. Come accade negli stabilimenti altoatesini, dove attraverso reti in fibra ottica è pianificato un sistema di produzione in cui ogni macchinario (cobot compresi) è connesso. È un nuovo cambio di paradigma: la quarta rivoluzione industriale, dopo la prima del tardo Settecento (le macchine), la seconda del tardo Ottocento (la catena di montaggio) e la terza degli anni Settanta (l'elettronica in fabbrica).

Il case study della Motor Valley altoatesina, ha fornito del resto ai ricercatori elementi utili per comprendere la dicotomia che, in tema di automazione, si riscontra in tutto il mondo. Due modi diversi e contrapposti di interpretare la “rivoluzione” attuale. Da un lato si stanno moltiplicando le esperienze di utilizzo di queste soluzioni con l'obiettivo di esaltare l'artigianalità che è alla base del prodotto. Dall'altro, invece, l’Industria 4.0 viene vista come l'occasione per sostituire tout court il lavoro manuale. L'estremizzazione porta alla teorizzazione della "dark factory", una fabbrica dove il lavoro è completamente automatizzato e la presenza umana è assente. Il modello altoatesino coniuga invece l'innovazione con la qualità diffusa del lavoro e della vita, nonché delle relazioni.  Anche quelle uomo-macchina.

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