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Il Bauernbund a NOI Techpark: una «nuova casa» (anche) per l’agricoltura altoatesina
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2019-06-03 2018-12-17 17 Dicembre 2018
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Tecnologia e sperimentazione: così il parco tecnologico mette a disposizione dei coltivatori diretti know-how e ricerca

La presentazione di Hubert Hofer

Studiano la frutta e il latte. Ma anche vino e crauti. Ovvero prodotti tipici e non del territorio altoatesino che trovano nel NOI Techpark la nuova casa della ricerca. Con progetti che coinvolgono imprese e cooperative per trovare ricadute pratiche. Anche l’agricoltura e, più in generale, tutto il settore alimentare, punta sulla tecnologia per rimanere al passo con i tempi. Con l’obiettivo di produzioni sempre più ecosostenibili ed efficaci. Attualmente, a un anno dall’inaugurazione, sono 400 le persone che lavorano nel parco tecnologico ispirato alla natura nato a Bolzano, al centro fra Nord e Sud d’Europa, ma il numero è destinato ad aumentare: entro il 2020 saranno 500, impegnati in ricerca e sviluppo di nuovi prodotti innovativi. Troveranno posto negli uffici e laboratori che attualmente già vedono l’attività dei ricercatori di Eurac Research, della Libera Università di Bolzano, di Fraunhofer Italia e del Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale Laimburg. L’obiettivo è quello di «mettere in rete il mondo delle imprese altoatesine con quello della ricerca e dell’università», ha spiegato Hubert Hofer, direttore del reparto Sviluppo di NOI Techpark, alla delegazione del Bauernbund (Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi). A metà dicembre di quest’anno le associazioni hanno portato al parco tecnologico rappresentanti da tutti i settori dell’agricoltura, per informarli sulle attività di ricerca legate all’agricoltura che si svolgono all’interno: dal latte e dalla frutta fino alla vitivinicoltura. 

Motore di innovazione con visibilità internazionale  

Sono ambiziosi gli obiettivi di NOI Techpark: «Vogliamo essere un centro di ricerca d’eccellenza e un motore di innovazione con visibilità internazionale, attraendo talenti da tutto il mondo», ricorda Hofer nello spiegare ai visitatori la vision del nuovo parco tecnologico. Le aree di attività sono cinque: green, alpine, food, digital, automation. Il parco tecnologico non solo offre spazi ai laboratori, allo sviluppo di prodotti, un’area in cui le persone possono lavorare fianco a fianco (nei cosiddetti coworking spaces) ma mette a disposizione anche del know-how: gli esperti di NOI Techpark fanno consulenza anche alle PMI fornendo risposte a domande concrete.

Come i crauti possono aiutare la salute

Durante la visita alcuni ricercatori hanno raccontato ai rappresentanti del settore agricolo altoatesino delle attività di ricerca che svolgono all’interno del parco tecnologico. Come ad esempio Andrea Polo, che lavora per la piattaforma di ricerca Micro4Food, guidato da Marco Gobbetti, nell’ambito della microbiologia alimentare: si occupano della produzione di prodotti da forno, alimenti gluten free (per esempio di leguminose), con lo sviluppo di prodotti lattiero-caseario che possono contribuire a promuovere la salute o della fermentazione di frutta e verdura. Attualmente il centro collabora con un produttore della Val Venosta per capire quali sono i processi nella digestione quando si mangiano i crauti. Perché tutti sanno che mangiare i crauti fa bene, ma cosa succede nell’apparato gastrointestinale durante la digestione e in che modo influenzano positivamente il nostro organismo, finora non è stato ancora chiarito a livello scientifico. Per questa ricerca si usa un cosiddetto «Twin-SHIME», una simulazione di apparato gastro-intestinale che funziona grazie ad una serie di bioreattori commutati una dietro l’altra. Un’altra testimonianza è quella di Ksenia Morozova, che dal 2014 lavora alla Libera Università di Bolzano. Oggi la ricercatrice di origini russe ha la sua impostazione di lavoro nei laboratori a NOI Techpark, dove, sotto la guida di Matteo Scampicchio, si occupa di tecnologie alimentari. Qui si lavora a stretto contatto con le aziende, ad esempio con la Federazione Latterie e con la Dr. Schär. Si tratta di procedure per l’estrazione veloce di estratti, per il controllo di qualità e di metodi per la tracciabilità. La ricercatrice è particolarmente fiera di attrezzature speciali come delle «lingue elettroniche» o «nasi elettronici» utilizzati per le analisi.  

Non solo analisi primarie

Peter Robatscher, invece, è alla guida del gruppo di ricerca del laboratorio di aromi e metaboliti del Centro di Sperimentazione Laimburg. Non solo per motivi di spazio questo laboratorio è stato scorporato dal Centro con sede a Ora. «Collaboriamo a stretto contatto con la Libera Università di Bolzano e il nostro compito è quello di essere punto di riferimento diretto per le aziende», così spiega Robatscher la decisione di aprire una sede a NOI Techpark. Nella prima sezione del laboratorio si verificano e dimostrano delle combinazioni volatili attraverso la gascromatografia, nella seconda si accerta grazie alla cromatografia liquida la presenza di vitamine, e nella terza sezione si trova il laboratorio preparatorio, dove si producono dalle mele e dai vini degli estratti per poterli analizzare. «Tutto quello che va oltre l’analisi primaria delle componenti di prodotti alimentari – riassume –   è il nostro ambito di ricerca». 

La cucina laboratorio operativa a partire da aprile

Chi vuole creare, partendo dai prodotti agricoli, dei prototipi o vuole trovare riposta a domande concrete legate ai processi di produzione, oppure chi ha bisogno di spazi per la lavorazione, trova il posto giusto nel Kitchen Lab del NOI Techpark. Sotto la guida di Ben Schneider la cucina laboratorio sarà operativa a partire da aprile 2019 e potrà essere noleggiata, inclusi l’attrezzatura e — se richiesto – degli esperti. Schneider ha mostrato al gruppo di visitatori le molteplici possibilità offerte dalla struttura per i produttori agricoli.

Un momento della visita

La fantasia non ha confini

Un pesto classico è composto da basilico, aglio, olio di oliva, sale, pinoli e formaggio da grattugia. Ma questa ricetta può essere modificata con una grande varietà di altri ingredienti. Egon Heiss, lo chef stellato della Val Sarentino e docente del primo workshop nel Kitchen Lab a NOI Techpark, ha rivelato con grande entusiasmo alcuni dei suoi segreti in cucina: «Tutte le erbe morbide, dal prezzemolo e dalla cappuccina fino al cerfoglio o al Farinello buon-Enrico, sono adatte per questa ricetta. Si possono utilizzare anche le mandorle, le noci macadamia o anche un formaggio di malga stagionato. Olio di colza e oli aromatizzati sono una valida alternativa al classico olio di oliva. Non ci sono confini alla vostra fantasia». Mentre stava dimostrando ai 20 partecipanti del workshop come cambia il pesto a seconda del metodo di lavorazione (tritato con il coltello, con il Bimby o con il mixer a vuoto), ha trasmesso molto di più che solo tecniche e consigli per la cucina: Heiss ha parlato di merceologia, del confezionamento corretto, della durabilità e del modo ideale di conservazione, e non per ultimo delle politiche di prezzo e del marketing. E ha spezzato una lancia a favore del NOI Techpark: «Se nel futuro dovessi avere un problema — ha detto lo chef stellato — mi rivolgerò agli esperti di questo parco tecnologico. Perché quando si tratta di tecniche particolari e di attrezzatura oppure di etichettatura o cose simili, loro hanno le competenze, che altrimenti io stesso dovrei raccogliere con grande fatica». Il workshop, promosso nel contesto del progetto Fesr «RuC2OLA» e ideato dal reparto per l’innovazione dell’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi, è stato organizzato da IDM Alto Adige in collaborazione con il reparto formazione dell’Unione Agricoltori.

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