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Alla ricerca dell’idea perfetta
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2019-11-01 2019-10-22 22 Ottobre 2019 - Valerie Lux
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Bioeconomia, fitness, organizzazione del lavoro: le startup incubate a NOI Techpark si presentano a “Pitch to Investors”

«Siete pronti a iniziare?» - chiede la presentatrice. La sfida è lanciata: sul palco del Noise, a NOI Techpark, salgono sei startup. L’occasione è «Pitch to Investors»: l’evento ideato dallo Startup Incubator del parco tecnologico per mettere faccia a faccia innovatori e business angels. Ai primi il compito di presentare le loro idee in pochi minuti, ai secondi l’opportunità di scovare progetti vincenti sui quali investire. «È una grande opportunità per le nostre startup che attraverso eventi come questo hanno la possibilità di espandere il loro network e di far crescere le loro giovani imprese» - dice Petra Gratl, responsabile dello Startup incubator, una realtà in cui le startup vengono selezionate e sostenute secondo un approccio qualitativo, concentrando gli sforzi sui progetti più promettenti per il futuro. «Accompagnamo le startup nel processo di sviluppo della loro idea che le porterà a diventare aziende competitive. Lo facciamo attraverso servizi e programmi specifici dedicati sia a chi è già operativo sul mercato sia a chi è in fase di pre-incubazione» - aggiunge Gratl.

L’incontro con gli investitori

A rompere il ghiaggio è Tobias Diana, Ceo di BioLogik Systems. Dietro di lui, sullo schermo, le immagini di alcune viti tagliate. Cosa c’entrano con una startup? Lo chiarisce Diana: «Finora nessuno sa esattamente cosa fare con questi rami. Ecco perché abbiamo fondato BioLogik Systems, la startup con cui abbiamo sviluppato un dispositivo che consente di raccogliere il legno tagliato proveniente dall’agricoltura e riutilizzarlo entro un anno come humus, senza dover sostenere costi aggiuntivi». Si tratta, infatti, di risorse preziose. E la parola d’ordine, specie nel mondo NOI Techpark – il parco in cui l’innovazione avviene in maniera naturale – è sostenibilità. Tutte le startup che hanno preso parte alla serata, infatti, hanno in comune un animo green e si riconoscono in iniziative di sensibilizzazione globale come il  “Fridays for Future”.
Marco Bezzi, con la sua Bluetentacles, ad esempio, si concentra sul consumo idrico. Con il suo team composto da ingegneri, ha creato un sistema di monitoraggio wireless dell’irrigazione in agricoltura. Un sensore misura l’umidità dell’aria e la confronta con i dati metereologici forniti dai satelliti: in caso di siccità il dispositivo attiva automaticamente il comando d’irrigazione, senza bisogno di intervenire manualmente, viceversa, in caso di pioggia, evita sprechi ulteriori di acqua. Ecco l’intelligenza artificiale al servizio dell’ambiente. «Bluetentacles – spiega Bezzi - propone una soluzione che integra elettronica e informatica consentendo non solo di risparmiare acqua per irrigare, ma anche di usare  meno energia per il pompaggio, garantendo un risparmio rispettivamente del 30% e del 20%».
Ma c’è anche chi, come Mirnagreen, lavora per sviluppare degli integratori alimentari creati dal materiale genetico delle piante. La startup, guidata da Roberto Viola, estrae il microRNA dalle piante con metodi naturali, senza solventi chimici. Si tratta di un prodotto che potrebbe avere un effetto molto potente sul sistema immunitario dei mammiferi. In futuro, in pratica, potrebbe bastare una sola capsula per assumere la quantità di nutrienti contenuta in due chili di mele. «Vorremmo che il nostro ingrediente potesse diventare di uso comune in campo cosmetico, nutraceutico e per alimenti e bevande funzionali. Per questo, stiamo lavorando per lanciare il primo impianto pilota per l’estrazione di microRNA su vasta scala negli spazi di NOI Techpark» - conferma Viola. 

Altrettanto avveniristica è Ecosteer di Elena Pasquali: «Il mio obiettivo? Cambiare il mondo. Il mezzo per farlo? La blockchain». Il team guidato da Pasquali ha realizzato un software che raccoglie i dati sulle persone in assoluta conformità con le specifiche del regolamento di base sulla protezione dei dati. Gli user, infatti, hanno il pieno controllo dei dati condivisi e possono decidere in qualunque momento se negare l’accesso alla loro visualizzazione. Il tutto, con in cambio un sistema premiale per chi sceglie di condividere. E i vantaggi, per aziende e pubblica amministrazione, sono evidenti. Conoscendo i dati di utilizzo di un determinato servizio, infatti, è possibile fornire all’utente programmi personalizzati e creare sistemi sempre più smart. 
La mission condivisa in ogni settore e a ogni livello è, infatti, semplificare. È d’esempio quanto fatto da Gabriele De Candido con FlashBeing: uno strumento di gestione digitale che facilita l'organizzazione della propria vita quotidiana. Alle aziende consente di comunicare in modo immediato, sicuro e intuitivo con i freelance, fornendo una piattaforma attraverso la quale coordinare tutte le attività. WeTransfer, Facebook e le e-mail: FlashBeing raggruppa tutte queste funzioni di comunicazione digitale in un unico luogo. «È la soluzione che mette ordine nella vita caotica dei professionisti di oggi: dalla lista delle cose da fare all’orario degli appuntamenti alle statistiche sulla produttività» – conferma De Candido, ricordando dal 2017 l’app è disponibile su Apple Store nella categoria “Prodotti per semplificare la vita".
L’organizzazione, del resto, è tutto. E lo è anche fuori dall’ufficio, come dimostra Chatfit: la startup fondata da Alina Cornescu che permette agli appassionati di sport di mettersi in contatto attraverso un’app per allenarsi insieme. Uno strumento che secondo la giovane Ceo dovrebbe trovare sempre più spazio anche nelle aziende: «Solo il 20% delle persone è felice del proprio lavoro. Una percentuale che le aziende potrebbero provare a migliorare, investendo sul benessere psicofisico delle persone. E lo sport è un ottimo modo per aumentare la motivazione, per favorire il team-building e per far crescere la solidarietà tra i dipendenti». Chatfit, infatti, già oggi propone una chat virtuale attraverso la quale i dipendenti possono accordarsi per praticare attività sportiva dopo l’orario di lavoro. 

La parola al network

Tanti gli investitori presenti all’evento, provenienti dall’Italia e dai Paesi dell’arco alpino, come Alexander Gallmetzer dell’Investment Managment “Euregio Plus" e Eva Ogriseg di Tyrolean Business Angels. Grazie alla sua posizione strategica, infatti, NOI Techpark è un distretto dell’innovazione capace di attrarre talenti e risorse dal nord e dal sud dell’Europa. «Gli elementi fondamentali per investire in una startup sono tre: il team, il mercato e il prodotto. Per questo, chiediamo agli startupper di partire dal problema che intendono risolvere, di indicarci la soluzione che hanno trovato, cosa li differenzia dai competitors e di mostrarci come possono far crescere il loro business» - commenta Gallmetzer. «A fare la differenza – aggiunge Ogriseg – è anche la modalità con cui le startup presentano la loro attività sul palcoscenico e come si dimostano capaci di rispondere alle domande del pubblico». Oltre a un’idea innovativa, servono quindi anche carisma e determinazione.

SCHEDA

Lo Startup Incubator offre un ecosistema ideale per le startup più innovative, mettendo a loro disposizione una community vasta e stimolante, ma soprattutto programmi e servizi pensati per affinare le idee di prodotto e creare modelli di business realmente efficaci.
In occasione del Pitch to Investors, Heroes, il festival europeo di startup che si svolge ogni anno a Maratea, ha messo a disposizione due ticket per partecipare all’edizione di settembre 2020, durante la quale sarà organizzata una startup competition, ovvero una call per startup, imprese, persone fisiche e team informali con un’idea di business innovativa. A loro il compito di rispondere in modo efficace alle principali sfide economiche e sociali del nostro tempo.

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