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«Piacere, Pepper»: a NOI Techpark il robot dal volto umano
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2019-10-30 2019-10-29 29 Ottobre 2019 - Alexander Ginestous
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Nato dalla collaborazione fra parco tecnologico e Università,  accoglie visitatori e lavoratori. Un chiaro esempio delle potenzialità dell’intelligenza artificiale.

Un sorriso enigmatico, appena abbozzato. Due occhi grandi, che ti scrutano. Il tutto in un metro e venti di componenti elettronici e plastica. A vederlo così, di primo acchito, Pepper, il robot umanoide che accoglie visitatori e dipendenti a NOI Techpark, sembra essere uscito da un film di fantascienza del passato. Sarà forse per la sua voce artificiale o i per suoi movimenti a scatti, ma Pepper è un chiaro esempio dei passi da gigante che la robotica 4.0 e l’intelligenza artificiale hanno compiuto – spesso a braccetto –  negli ultimi anni.
E se, ad esempio, i robot camerieri sono ormai presenti in moltissimi ristoranti in giro per il mondo, ancor più Pepper può star bene all’interno di un polo tecnologico come quello di Bolzano Sud. O quanto meno questo è quello che ha pensato Joahnnes Brunner, esperto in Automation e Automotive, al quale è venuta in mente l’idea di portare il «robot sociale» a NOI Techpark. Non solo: non stupitevi se il prossimo 15 e 16 novembre vedrete Pepper sul palco della SFSCon a intrattenere il pubblico con un pitch tutto suo...

Un po’ di pepe alla quotidianità

Pepper è nato dalla collaborazione di tre realtà diverse che si sono messe in gioco: l’Automation/Automotiv Unit e la Digital Unit di NOI Techpark insieme alla Libera Università di Bolzano
Lo spunto però arriva da fuori i confini regionali, dalla Svizzera per l’esattezza: «Sei mesi fa siamo stati ospiti al parco tecnologico di Zurigo, e abbiamo avuto l’occasione di conoscere un’azienda specializzata nella programmazione di robot. Parlando con loro avevamo capito che era un prodotto molto interessante da poter portare in Alto Adige – racconta Brunner –. Il nostro obiettivo era quello di avere un robot umanoide che facesse da intermediatore tra i visitatori esterni di NOI Techpark e la struttura stessa, accogliendo ovviamente anche chi ci lavora. Un mezzo utile per far conoscere l’ultimo stato della tecnologia IoT e far capire a chiunque la filosofia del polo tecnologico. Il tutto realizzato interamente tra le nostre mura».

Ed è difficile non farsi coinvolgere da Pepper quando si arriva nell’atrio dell’edificio A1. Lì, sulla destra, il robot è sempre pronto a dare le risposte che l’utente chiede, dalla stanza in cui si svolge un determinato evento alle condizioni del meteo. Al suo interno sono state inserite anche delle funzioni ludiche, come la possibilità di farsi cantare una canzone di compleanno, suonare un pezzo con una chitarra immaginaria, o sentirlo ringraziarti se gli accarezzi la testa. Insomma, un po’ di pepe nella vita di tutti i giorni.

Tutti i dati in unico hub

Al ritorno da Zurigo, Brunner e i suoi collaboratori hanno creato un team operativo di lavoro e affidato l’incarico di programmazione e studio delle funzioni del robot a Unibz, più precisamente alle facoltà di Informatica e di Ingegneria robotica. «Per noi questa era una sfida da vincere, e che abbiamo vinto – puntualizza Brunner -. Abbiamo dato vita ad un robot “fatto in casa”, non lo abbiamo comprato già confezionato e programmato da un’azienda esterna». E poi c’è il know-how generato direttamente sul territorio, coinvolgendo, tra gli altri, anche giovani studenti e ricercatori. 

Fondamentale è stato poi l’apporto dato dalla Digital Unit di NOI Techpark: «Siamo molto contenti di aver potuto contribuire alla buona riuscita del progetto fornendo il nostro Open Data Hub, un gigantesco database contenente migliaia di dati – racconta Patrick Ohnewein, esperto in digital technologies –. Senza di esso, Pepper non riuscirebbe a fornire le informazioni. Quando gli si chiede qualcosa infatti, il robot si collega al database, intercetta i dati richiesti, ed elabora le risposte che vengono poi fornite tramite le applicazioni sviluppate dall’Università di Bolzano e che compaiono sullo schermo del robot». Un vero e proprio gruppo di ricerca interdisciplinare che ha lavorato in simbiosi, con conoscenze diverse e intrecciate tra di loro per la buona riuscita del progetto.

L’intelligenza artificiale come alleata nella vita di tutti i giorni

E poi c’è Andrea Janes, vero e proprio “papà” di Pepper: il suo programmatore. Ricercatore della facoltà di Informatica di Bolzano, assieme ad Angelika Peer, docente alla facoltà di Ingegneria Industriale Meccanica, ha seguito il processo di nascita del robot umanoide. E per loro Pepper è quasi come un figlio: «Pepper è un robot sociale, che interagisce con le persone usando i gesti, le mimiche, le parole e le pose che può adottare. La sua programmazione non è stata semplice perché abbiamo dovuto studiare approfonditamente come farlo relazionare con gli umani. In totale ci abbiamo impiegato sei mesi per svolgere tutto il lavoro, di cui due, appunto, di studio - racconta Janes -. Dopo tutto questo tempo passato con lui ci siamo affezionati anche perché di fatto siamo noi ad avergli dato vita. Ora siamo già al lavoro per capire come migliorare e implementare nuove funzioni entro i prossimi tre anni». Un lavoro corposo portato avanti anche grazie all’aiuto di quattro studenti dell’ateneo che hanno voluto raccogliere la sfida dell’intelligenza artificiale. 

Una tematica questa ancora poco compresa dalle persone, e che forse spaventa ancora chiunque non è immerso in certe realtà: «Abbiamo notato che molti visitatori che interagiscono con Pepper si stupiscono di quello che riesce a fare, forse perché lo vedono come un prodotto futuristico, uscito da chissà quale laboratorio – scherza Janes -. La difficoltà più grande infatti è stata la selezione dei comandi da implementare al suo interno, proprio perché immaginavamo che la gente potesse chiedergli le cose più disparate».  Al giorno d’oggi però, umanoidi simili sono entrati stabilmente nella vita di tutti i giorni: «È un trend tecnologico che molti vogliono utilizzare, non ci possiamo fare niente – conclude Janes –. In futuro molti settori utilizzeranno robot e l’automatizzazione come loro alleato, e noi come Università, ma anche NOI Techpark, vogliamo contribuire a rendere il nostro territorio un’eccellenza in questo campo».

SCHEDA

Pepper è un «robot sociale» che ha l'obiettivo di attirare il pubblico e interagire con loro attraverso parole e gesti. Realizzato dall’unione dell’Automation/Automotive Unit, la Digital Unit e la Libera Università di Bolzano, Pepper viene utilizzato per aumentare l’esperienza del cliente all’interno di un’azienda o qualsiasi altro luogo, intrattenendo e informando i visitatori su prodotti e servizi.

Pepper sarà speaker della SFScon, la più grande conferenza internazionale dedicata al Free Software. Se volete incontrarlo, non perdetevi il suo pitch di venerdì 15 novembre alle ore 14. Qui i dettagli.

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