6 min read
Packaging: oltre l’involucro
Condividi questa news
WhatsappWhatsapp
27 Agosto 2019 -
Gabriele Crepaz
6 min read
Image

Il divieto dell'UE di usare la plastica monouso vi lascia perplessi? Perché? Finalmente gli imballaggi possono tornare a essere un fattore determinante nella scelta del prodotto da acquistare. Ma solo se si fanno le cose per bene. A novembre, a NOI Techpark, verranno presentati due studi su packaging innovativi progettati per speck e formaggio. Un evento intitolato Food >> Packaging che metterà in moto una catena di conoscenze provenienti dal mondo dell’industria alimentare, da quello della ricerca e del packaging design.

Con le cannucce la cosa sta già funzionando molto bene. Sul mercato sono già disponibili varianti di bambù, amido di mais, materiale senza glutine e persino di paglia. E forse anche a voi, come a me, capita di farci caso durante gli aperitivi. Di prestare attenzione, più che al drink che avete in mano, al tipo di cannuccia infilata nello Spritz o nell’HugoDal 2021 in Europa la plastica monouso comincerà a essere solo un ricordo del passato. Entro i prossimi dieci anni, infatti, gli imballaggi alimentari dovranno essere ecologicamente sostenibili, riciclabili o riutilizzabili.

Per alcuni prodotti non sarà un problema: basta scegliere di usare cannucce plastic-free, di abbandonare i bastoncini di ovatta plastificati, di bere solo succhi di frutta confezionati in bottiglie di vetro. Ma cosa fare con la carne, i formaggi e i prodotti surgelati? È chiaro quale sia l’obiettivo. Ma è comprensibile anche la preoccupazione dei produttori. Come si può confezionare il cibo in modo ecologico e pulito e garantirne, al tempo stesso, il grado di conservazione? Se queste due richieste vi sembrano inconciliabili, o lontane come le dita dei piedi di un ballerino che fa la spaccata, allora dovreste continuare a leggere.

Food >> Packaging: dalla conoscenza nascono contatti per progetti comuni

A NOI Techpark si cercano soluzioni. A novembre, al Food >> Packaging, si farà il punto sullo stato in cui si trovano scienza e packaging design nello sviluppo e nella progettazione di materiali plastic-free, con il momento clou rappresentato dall’esposizione di due studi. Il primo è quello dell’Institut C.E. Schweig, un ufficio di consulenza per il confezionamento nello Stato dello Schleswig-Holstein, che per conto della Federazione latterie Alto Adige ha testato materiali che possano impedire la formazione di muffe estranee sui formaggi a crosta rossa. Il secondo è quello dell’istituto austriaco di ricerca OFI, realizzato per i produttori di speck Alto Adige, con uno studio su una selezione di materiali adatti a confezionare carne e speck.

Entrambi rientrano nell’ambito di un progetto FESR (acronimo di Fondo europeo di sviluppo regionale) di IDM Alto Adige, al quale partecipa anche NOI Techpark: FH_TechNet trasmette conoscenze altamente tecnologiche alle aziende del settore Food&Health.

Nel settore alimentare, NOI Techpark mette in contatto aziende e ricercatori. «Vogliamo mostrare come funziona il mondo della ricerca» dice Ben Schneider, esperto delle Food Technologies. Il processo non è sempre lineare. Battute d'arresto, riformulazione dei compiti e compromessi fanno parte della normalità. Il trasferimento di know-how ha successo se le imprese hanno accesso ai trend e agli sviluppi globali, se i risultati degli scienziati vengono messi in relazione con le esigenze delle aziende e se da interessi comuni nascono nuovi progetti.

Entrambi gli studi che abbiamo appena citato sono nati in occasione di un workshop che si è tenuto a NOI Techpark, durante il quale, insieme agli imprenditori, sono state affrontate le questioni più urgenti nell’ambito della ricerca. Due gli incontri che si sono tenuti, entrambi aventi come primo tema all’ordine del giorno quello degli imballaggi.

L’imballaggio è una piccola colonna portante nel mondo della pubblicità. Chi ha letto il libro di Helene Karmasin?

Le aziende sono alle strette: devono agire. L’era della plastica, ormai, è finita. Già oggi in alcune filiali della catena di supermercati Edeka, i clienti possono presentarsi al banco degli affettati con un proprio recipiente, portato da casa. Qualcosa di analogo avviene anche in realtà più vicine a noi. Al supermercato Novo di Bolzano, per esempio, che offre prodotti sfusi, applicando rigorosamente il concetto di zero-waste. Poi c’è Bressanone, che vorrebbe diventare il primo comune senza plastica. Anche colossi come McDonalds e Starbucks, che di imballaggi in plastica ne usano davvero molti per i loro prodotti d’asporto, stanno cercando alternative.

Ciò che conta, ora, è essere veloci e coraggiosi. Più veloci della concorrenza e più coraggiosi di quanto hanno osato finora le altre aziende. Ben Schneider, delle Food Technologies di NOI Techpark, dice che, se si lavora nell'industria alimentare, si dovrebbe capovolgere la propria prospettiva: «Invece di sentirsi costretti a cercare nuovi tipi di imballaggi, bisognerebbe puntare a sorprendere i consumatori con packaging individuali».

In definitiva, l’entrata in vigore del divieto di usare la plastica monouso si configura come un’occasione per ripensare il ruolo dell'imballaggio come elemento di interazione tra materiali, funzionalità e messaggi. Un punto sul quale ha insistito, di recente, anche la ricercatrice motivazionale austriaca Helene Karmasin. Durante un'intervista sul suo libro "Packaging is Seduction", riportata nel Lead Innovation Blog, afferma infatti che «il packaging è una piccola colonna portante della pubblicità che può determinare la scelta dell’acquirente».

Mangeremo presto da cellulosa microbica?

Se si vogliono ripensare gli imballaggi bisogna cambiare mentalità. Oppure seguendo il motto: l’imballaggio è più che spazzatura. Che Emma Sicher potrebbe condividere. Nella sua tesi di laurea alla Libera Università di Bolzano (conseguita nell’anno accademico 2016-2017), infatti, la designer ha affrontato il tema dell’imballaggio alimentare compostabile. E ha sperimentato con successo la cellulosa microbica, e cioè quella che nasce dalla fermentazione di gusci di frutta e verdura con l’aiuto di batteri e lieviti. Un lavoro premiato con un progetto di ricerca presso la facoltà di Design di Bolzano e battezzato InnoCell. Andrà avanti fino al 2020, con l’obiettivo di rendere i risultati scientifici raggiunti adatti all’uso industriale per il confezionamento di alimenti secchi.

E diventerà realtà già il prossimo anno.

SCHEDA

Food >> Packaging è un evento della durata di un giorno che sarà dedicato al tema degli imballaggi nell’industria alimentare. Risultati innovativi saranno presentati da esperti locali e del Politecnico di Milano. Accanto a questi, saranno mostrati due studi promettenti, incentrati sul confezionamento di speck e formaggi altoatesini. Nel pomeriggio si terrà un incontro per i responsabili della qualità. L’evento si svolgerà il 20 novembre 2019 presso NOI Techpark e sarà organizzato dagli esperti delle Food Technologies.

Condividi questa news
WhatsappWhatsapp