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Maker Space e Kitchen Lab, a NOI Techpark il sapere artigiano incontra le nuove tecnologie digitali
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2019-06-20 2019-06-10 10 Giugno 2019 - Silvia Pagliuca
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Eröffnung Kitchen Lab im NOI Techpark

Una giornata nelle due «officine creative» dove aziende e makers possono sperimentare il futuro. Leitner e Rothoblaas: «Qui creiamo nuovi modelli in tempi brevi». Lo chef Mattia Baroni: «In questo laboratorio diventa tutto più semplice»

 

Nel mondo delle startup spesso si dice che “It’s not about ideas, it’s about making ideas happen”. Ovvero: non contano solo le idee, ma poterle (e saperle) realizzare. Per questo serve una cassetta degli attrezzi composita, fatta di intuizioni, certo, ma anche di tecnologie. Come direbbero i recruiter, insomma, anche nel mondo dell’innovazione abbiamo bisogno di hard e soft skills. Ma farle incontrare non è cosa semplice. Per questo, le invenzioni non accadono sempre. Sono piuttosto delle epifanie, figlie di tentativi caparbi e di fallimenti perfettibili. NOI Techpark, il parco tecnologico nato a Bolzano un anno e mezzo fa, scommette sull’unione di entrambe le dimensioni e lancia il primo hub della prototipazione. Un luogo in cui attraversare quello spazio adrenalinico e sfidante che passa tra il «proto» e il «tipo». Non una singola officina, un coworking o un service, ma tutte queste cose insieme.

Si chiamano Kitchen Lab e Maker Space e sono, rispettivamente, una cucina sperimentale e un’officina creativa pensate su misura per imprese, startup e inventori attivi nel mondo alimentare e della manifattura. Laboratori che, finanziati per una parte essenziale da fondi EU-FESR, hanno goduto fin da subito del supporto di Südtiroler Bauernbund (Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi), di lvh.apa Confartigianato Imprese e di hds (Unione commercio turismo servizi Alto Adige). «Alla base di ogni innovazione ci sono nuove invenzioni, ma le invenzioni esistono se esistono i prototipi che sono il punto zero di ogni nuova storia di successo. Per questo – conferma Giuseppe Salghetti Drioli, responsabile comunicazione di NOI Techpark – abbiamo aperto due nuovi laboratori sperimentali in cui dare concretezza alle idee, inventando, sperimentando, testando e perché no, anche fallendo. Ma senza mai arrendersi».

Così, basta passeggiare per le sale del Maker Space per toccare con mano l’energia potenzialmente liberabile da ogni macchinario. Ci sono stampanti e scanner 3D adatti a modelli e materiali diversi – robusti o filigranati, gommosi o duri, resistenti agli agenti chimici o per uso alimentare -, una macchina da taglio a getto d’acqua, una fresatrice CNC, una pressa a membrana, una lasercutter con cui tagliare alla potenza di 80 Watt figure progettate al computer su compensato di legno, cartone, stoffa, plexiglass incidendo loghi, scritte o foto su vari materiali, e molto altro ancora. Strumentazioni di ultima generazione che portano a un nuovo livello l’Additive Manufacturing, come mostrato durante una giornata di Open Day pensata da NOI Techpark per permettere a tutti – addetti ai lavori e non – di toccare con mano la capacità innovativa di questi laboratori con l’ausilio dei tecnici specializzati.

Maker Space, test per due grandi aziende: Leitner e Rothoblaas

Sì perché ricordate quando parlavamo di soft skills? Ecco, accedere al Maker Space significa non solo usufruire delle infrastrutture, ma anche poter godere della consulenza degli esperti. Non a caso le aziende si sono già messe in fila per utilizzare gli spazi e le possibilità offerte, tra gli altri, nel rapid prototyping, come confermato da Valentin Weiss di Rothoblaas e da Alessandro Marazzo di Leitner. In particolare, per creare un nuovo prodotto da inserire nella propria gamma, Rothoblass si è avvalsa del servizio di prototipazione rapida di Maker Space, studiando e stampando in 3D dei campioni di viti per legno tutto filetto con diverse dimensioni e diverse particolarità geometriche, oltre a connettori e rondelle.

«La prototipazione rapida favorisce il passaggio dall’idea al mercato, ci consente di mostrare l’idea concretamente e di effettuare eventuali modifiche disponendo di più campioni da confrontare. – spiega Valentin Weiss di Rothoblaas - Poter fare tutto questo in Alto Adige, con i suggerimenti degli esperti del Parco tecnologico, è un valore aggiunto fondamentale per un’azienda come la nostra che così può realizzare nuovi modelli in tempi brevi e a costi accessibili». Leitner, invece, grazie alle stampanti 3D disponibili nel laboratorio, è riuscita a intervenire prontamente sulle rotture che si erano verificate in due impianti: a Capri e in Val Badia. «In quest’ultimo caso, in particolare, la rottura di un pignone aveva provocato il fermo dell’impianto e i nostri fornitori tradizionali non erano in grado di intervenire con tempestività – spiega Marazzo di Leitner –. Grazie alle tecnologie disponibili in questo laboratorio, invece, siamo riusciti a fornire un’assistenza immediata, facendo tornare l’impianto pienamente in funzione nel giro di una sola giornata».

Kitchen Lab: l'alta tecnologia che migliora il settore alimentare

L’arrivo della nuova struttura in Alto Adige è quindi stata salutata fin da subito con favore dalle associazioni di categoria, tanto che il Maker Space viene gestito in stretta collaborazione con lvh.apa Confartigianato Imprese. «Vogliamo dare la possibilità soprattutto alle tante piccole aziende altoatesine e specialmente agli artigiani di potersi avvicinare alla prototipazione in modo agile ed efficace, supportando la naturale propensione del territorio a innovare» – afferma Walter Weissensteiner, responsabile di Maker Space.

Del resto, questa è la provincia in cui sono nati inventori del calibro di Peter Mitterhofer, padre della macchina da scrivere, e Max Valier, indimenticato pioniere dell’astronautica e della missilistica. Segno di una propensione all’innovazione che si tramanda per DNA. E non solo nel campo manifatturiero.

Accanto a Maker Space, infatti, a NOI Techpark è arrivato anche uno spazio votato all’innovazione per il settore food: Kitchen Lab, una cucina sperimentale in cui sviluppare e testare nuove preparazioni, dando forma a idee e creando prototipi e prodotti-test conformi alle leggi vigenti e dunque commercializzabili. Cosa, questa, non scontata per un laboratorio.

«Tra stampanti alimentari 3D e mixer sottovuoto, gli aspiranti innovatori del food qui possono miscelare, panificare, cuocere, essiccare, centrifugare, affumicare. Un processo che possono realizzare da soli o affiancati dai nostri esperti, testando nuove tecnologie per la lavorazione» - chiarisce Ben Schneider, Head of Unit Food Technologies e responsabile di Kitchen Lab. Il laboratorio è infatti utilissimo per far progredire le ricerche nel campo della bioeconomia, del food waste e delle nuove tecniche di produzione. Studi su cui gli enti di ricerca del Parco come Unibz e Centro di Sperimentazione Laimburg sono impegnati da tempo. È d’esempio il progetto MATCH!#2, coordinato da IDM Alto Adige, con cui dagli scarti della birra, del cioccolato e dell’arancia vengono creati utensili per la tavola, come piatti e bicchieri.

Ma il laboratorio è uno spazio professionale in cui poter effettuare esperimenti avanzati anche nell’ambito della fermentazione, come dimostra la kombucha, la caratteristica bevanda fermentata riconosciuta come un vero e proprio elisir di lunga vita. «Ci siamo ispirati all’antica tradizione cinese del tè declinandola in chiave altoatesina, utilizzando quindi come ingredienti principali gli scarti della mela, come la buccia, la polpa e i semi - chiarisce il professor Matteo Scampicchio della Libera Università di Bolzano -. Da questi residui, che sono stati fatti fermentare, abbiamo selezionato dei ceppi batterici da cui abbiamo ottenuto della cellulosa purissima, utile a creare oggetti e tessuti. Un esempio di circular economy a tutto tondo che continueremo ad approfondire proprio grazie a Kitchen Lab».

E anche i singoli chef possono utilizzare il laboratorio per portare a un nuovo livello l’innovazione in cucina, come fatto dallo “chef ingegnere” Mattia Baroni, resident al ristorante Bad Schörgau che si è già messo ai fornelli di Kitchen Lab per preparare ricette ad alto tasso di sperimentazione. Baroni, infatti, ha reinterpretato il garum, un macerato inventato dagli antichi romani, rendendolo protagonista di nuovi piatti più salutari che ben rispecchiano la filosofia della “riduzione” ovvero: meno condimenti, meno sale, meno grassi. «Ho dedicato molti anni allo studio di preparazioni che richiedono lunghe fermentazioni. Se avessi avuto a disposizione uno spazio come Kitchen Lab sarebbe stato tutto molto più semplice» – ammette lo chef che è già pronto a portare avanti le sue ricerche nel nuovo lab di NOI Techpark. Un luogo che avvicinerà anche le realtà più tradizionali all’innovazione, come conferma Andreas Loacker, vicepresidente dell’omonima azienda: «Kitchen Lab è un posto che incentiva le aziende a creare, uscendo dagli schemi e dal contesto abituale di lavoro, per incontrare nuovi attori, sviluppare sinergie e avviare nuove collaborazioni».

Con l’apertura delle due nuove officine creative, quindi, NOI Techpark fa un ulteriore passo avanti nel suo viaggio nel mondo dell’innovazione. Obiettivo: supportare le aziende locali, aiutandole a sviluppare prototipi all’avanguardia per fare la differenza su mercati sempre più competitivi, contribuendo così al rafforzamento economico dell’Alto Adige.

SCHEDA

Il Parco Tecnologico nato a Bolzano un anno e mezzo fa e già divenuto punto di riferimento per l’innovazione nell’arco alpino, è scelto ogni giorno da aziende e studiosi di tutto il mondo. In particolare, nel settore food sono molto attivi il Centro di Sperimentazione Laimburg e l’Università di Bolzano. Ecco come. Il Centro di Sperimentazione Laimburg nel Laboratorio per Aromi e Metaboliti sviluppa ricerche sulla qualità degli alimenti e sulla salute delle piante, mentre nell’NMR Lab controlla e autentica l'origine dei prodotti agricoli.

La Libera Università di Bolzano sviluppa nel Food Technology Lab studi avanzati sui processi di estrazione, nel Micro4Food Lab analizza i processi di fermentazione alimentare mentre nell’Oenolab si dedica a ricerche nel campo enologico e delle bevande alcoliche.

Gli studi sono portati avanti da scienziati del calibro di: Marco Gobetti, primo professore al mondo per citazioni su Google Scholar, che a NOI Techpark con la collega Raffaella Di Cagno sta sviluppando – tra gli altri – la ricerca sul microbioma intestinale dell’uomo; Matteo Scampicchio, impegnato nello studio dei processi estrattivi e nella loro conversione in nanomateriali; Emanuele Boselli, scopritore dei cosiddetti “supertannini”. E molte altre sono le menti che realizzano progetti di alto valore scientifico nel Parco Tecnologico anche grazie alle nuove opportunità offerte da Kitchen Lab e Maker Space, i nuovi laboratori di NOI Techpark pensati per imprese, startup e inventori attivi nel mondo alimentare e della manifattura.

 

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