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Dal laboratorio al monastero per abbattere l’umidità sui muri (e le spese in bolletta)
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2019-06-10 2019-02-13 13 Febbraio 2019
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Eurac Research e Acco cercano soluzioni per isolare edifici e preservare affreschi storici. Una buona deumidificazione taglia del 30% le spese di riscaldamento

Un esempio di questo macchinario (foto Eurac Research)

Quando impresa e ricerca fanno “gruppo”, mettendo in campo tutto il loro know-how per innovare, e sviluppare il risultato è spesso notevole. In una parola: contaminazione. Ovvero il meccanismo che porta i centri di ricerca a mettersi a disposizione delle aziende, e viceversa, dando una spinta importante al territorio. Così come succede da anni in Alto Adige. Un esempio concreto è quello che vede insieme i ricercatori di Eurac Research e Acco Solutions, azienda di Bolzano leader nella deumidificazione di pareti, muri e edifici storici. Ricerca e impresa a braccetto per testare un nuovo sistema innovativo per ridurre l’umidità sui muri. E trovare così una soluzione che potrebbe risolvere un enorme problema: la risalita dell’umidità sulle pareti infatti, non solo minaccia gli affreschi degli edifici storici, causa l’affioramento dei sali e lo scrostamento del colore, ma influisce anche sulle prestazioni di isolamento e sul consumo energetico dei vecchi edifici. Per capire meglio il fenomeno, si può immaginare una spugna che assorbe liquido dal basso: anche i pori della muratura sono disposti a rete e così l’umidità riesce a contrastare la gravità e a risalire verso l’alto. Un metodo che verrà testato, oltre che nei laboratori di NOI Techpark, anche al Monastero delle Serve di Maria di Arco, a Trento. «Siamo molto contenti della collaborazione con Eurac Research – dichiara Andreas Pichler, Ad di Acco –. Appena arrivati qui al NOI Techpark abbiamo subito avvertito una spinta innovativa fortissima, e già dai primi incontri ho capito che questa sarà una collaborazione che darà grandi frutti e soddisfazioni per risolvere un problema diffuso e di difficile gestione».

foto Eurac Resarch

I test in laboratorio

In questo progetto industria, imprese e scuole lavorano fianco a fianco. Già, perché i 12 provini in muratura che verranno utilizzati per le prove e i test, sono stati interamente realizzati dagli studenti della scuola professionale di Silandro.  Ma in cosa consiste l’esperimento? A rispondere è Alexandra Troi, esperta nel risanamento di edifici storici e vicedirettore dell’Istituto di energie rinnovabili di Eurac Research: «È importante ricordare che questo sarà un test che durerà mesi, soprattutto perché l’acqua impiega solitamente molto tempo a risalire sulle superfici. Ora ci troviamo nella prima fase del test, quella dove riempiremo regolarmente le vasche, contenenti i provini, di acqua per simulare il processo di trasporto capillare attraverso cui l’umidità penetra nelle pareti dal terreno e dal suolo circostante». Il compito dei ricercatori di Eurac Research, sarà quello di misurare e rilevare diversi parametri fondamentali da poter poi confrontare con i dati raccolti presso il Monastero di Arco, e ottenuti con la messa in pratica della metodologia Acco, pensata per bloccare il trasporto capillare sulle superfici. Sono diverse le misure che verranno effettuate: in primis il peso, misurato con l’ausilio di bilance industriali, ma anche la temperatura e l’umidità relativa grazie ad appositi sensori posti ad altezze diverse del muro. Con un sistema a microonde e con l’ausilio di immagini termiche, verrà creata inoltre una mappatura della parete che mostrerà dove l’umidità è maggiore e come essa è distribuita. Successivamente su 6 provini verrà applicato il sistema elettrocinetico dell’azienda: una moderna evoluzione della più famosa elettrosmosi. Gli altri sei provini fungeranno da gruppo di controllo. «Alla forza naturale, causa dell'umidità ascendente capillare, ne viene contrapposta una di maggiore intensità tramite l’ausilio di particolari elettrodi inseriti nella muratura che, in virtù della struttura e della concezione dell'impianto, induce l'umidità stessa a ridiscendere nel terreno – spiega Pichler, e continua - Una metodologia questa che porta dei benefici anche a livello energetico. L’umidità incide infatti fortemente sull’isolamento termico della struttura, riducendo il valore isolante fino ad arrivare anche a valori tra il 6% e 8%. Un intervento di deumidificazione invece ridurrebbe i costi di riscaldamento quasi del 30».

I test al monastero  

In parallelo ai test in laboratorio, verranno svolti degli studi anche nel Monastero delle Serve di Maria ad Arco. In stretta collaborazione con i responsabili della soprintendenza, dopo aver individuato le aree e le fonti di umidità della struttura, si procederà alla deumidificazione, sempre tramite sistema Acco. Il processo verrà seguito e documentato dai ricercatori di Eurac Research applicando sul campo gli stessi approcci e tecnologie usate tra i muri del Parco Tecnologico, a fine di poter confrontare in maniera realistica i dati raccolti.

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