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Ri-globalizzazione ed etica della partecipazione: le sfide del futuro (prossimo)
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2020-03-04 2020-02-12 12 Febbraio 2020 - Domenico Nunziata
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Ricercatori di Eurac Research e rappresentanti di Unesco e Ocse hanno analizzato a NOI Techpark i cambiamenti in arrivo, dal lavoro alle relazioni sociali. Indicando nell’Alto Adige, sospeso fra globale e locale, un laboratorio

«Che tu possa vivere in tempi interessanti» è una delle più antiche maledizioni cinesi. Questa frase è un anatema, non un augurio: per «interessanti» si intendono quei tempi particolarmente difficili da superare, ricchi di complessità che si affastellano l’una all’altra. Con «viviamo in tempi interessanti» Roland Psenner, presidente di Eurac Research, ha inaugurato il convegno «Chi ci spiega il mondo oggi?». Il convegno ha portato a Bolzano alcuni degli esponenti di due delle più importanti organizzazioni a livello mondiale: l’Unesco -  l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura - e l’Ocse - Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. I rappresentanti di entrambe sono stati invitati a parlare di futuro, partendo da alcune domande: quali sono le sfide per le istituzioni, quali temi dovranno affrontare le nuove generazioni, come inciderà la Cina sullo scacchiere geopolitico mondiale, quali misure dovremo attuare per scongiurare i danni provocati dal cambiamento climatico?  

Globale o locale, questo è il dilemma

Argomenti centrali per Roland Benedikter, co-direttore del Center for Advanced Studies di Eurac Research: «I cambiamenti fanno paura, tanti chiedono una riduzione della complessità. Per questo, noi non vogliamo anticipare il futuro, ma cambiare il presente. Abbiamo bisogno di un’etica della partecipazione, poiché le persone di sentono escluse dai processi democratici». E non è solo una questione globale. Ogni singolo territorio è chiamato ad abbracciare queste nuove sfide. Parlando di over-tourism, di globalizzazione e di disruptive technologies, infatti, lo stesso Alto Adige è chiamato in causa. «La provincia è un piccolo laboratorio per gli sviluppi futuri. Vogliamo essere una comunità locale o globale? Lavoreremo per essere una regione modello, con l’aiuto di istituzione come NOI Techpark», conferma Benedikter.

Da qui, il ruolo sempre più importante dell’istruzione, vera chiave, secondo Unesco, per non far arrivare le giovani generazioni impreparate rispetto alle nuove istanze del futuro. Come? Riel Miller, a capo del progetto Futures Literacy, è convinto che per cambiare il presente sia necessario «immaginare ciò che arriverà». Per Futures Literacy (educazione al futuro) si intende quella facoltà che permette all’essere umano di poter gestire autonomamente i tanti scenari possibili che le possibilità di futuro ci mettono di fronte ogni giorno. «Dobbiamo esercitare la creatività rendendola tangibile – afferma Miller –. La capacità di immaginare ci dice dove stiamo andando». La Futures Literacy è, quindi, un’abilità trasversale che si pone ben oltre le discipline scolastiche e cerca di deviare l’obsolescenza delle conoscenze e delle competenze: da una parte c’è il concetto di life-long learning – già introdotto da Ocse negli anni ’60 – e dall’altra l’apprendimento di «come si usa il futuro». 

Ma non è tutto, perché uno dei processi che il mondo dovrà presto gestire è quello che Edgar Göll, dell’Istituto per gli studi sul futuro e la valutazione della tecnologia, chiama «ri-globalizzazione». Quali sono gli scenari che si prospettano da qui a trent’anni? Alcuni di questi trend sono già evidenti oggi. Da una parte avremo un mondo con sistemi internet diversi a seconda del Paese in cui si vive (il modello di internet in Russia, ad esempio, è diverso dal quello dell’Europa continentale in quanto utilizza un’infrastruttura statale autonoma, nel caso venisse disconnesso dalla rete globale); dall’altra avremo diverse declinazioni della cosiddetta «modernità» (il «sogno cinese» è diverso dallo stile di vista europeo e atlantico). 

Un nuovo mondo del lavoro

In questo scenario, si inseriscono le nuove tecnologie attraverso le quali si creeranno nuovi posti – e soprattutto, nuove tipologie - di lavoro. Di recente il World Economic Forum ha individuato quali mansioni saranno più richieste a partire dal 2020: le categorie designate riguardano il digitale, le relazioni umane e la green economy. Secondo le previsioni, arriveremo ad avere 6,1 milioni di richieste di lavoro in questi ambiti. Produzione di contenuti, marketing, esperti di intelligenza artificiale e di sistemi di cloud computing: la nuova economia richiederà sia conoscenze specifiche sia conoscenze trasversali. Un aspetto confermato anche da Sergio Arzeni, Presidente dell’INSME - Rete internazionale delle PMI. Arzeni individua nel digitale e nell’ecologia i trend che più faranno da motore di transizione economico-sociale per i prossimi anni. «Anche se – fa notare Arzeni - bisogna ridurre l’impatto sociale delle transizioni». Per farlo, le istituzioni devono sostenere le piccole e medie imprese, vero scheletro dell’economia, accompagnandole verso una transizione «indolore». Le università, ad esempio, la cui mission principale è investire sul capitale umano, dovranno tornare al centro del dibattitto internazionale. Così come, non saranno più trascurabili i temi del gender gap e del lavoro non retribuito. In Italia, ad esempio, stando ai dati Ocse, una donna impiega quasi 5 ore per la cura della casa e dei familiari, contro le 2 ore degli uomini. «Una distanza da colmare – sostiene Nicola Brandt, Direttrice del Centro Ocse di Berlino – perché non si tratta solo di un’enorme diseguaglianza di genere, ma di un vero e proprio rallentamento della crescita». Con la parità di salario tra uomo e donna, assicurano il Fondo Monetario Internazionale e Harvard Business Review, l’economia mondiale crescerebbe del 35%. Ecco: viviamo, decisamente, in tempi interessanti.

SCHEDA

Eurac Research è un ente privato di ricerca applicata con sede a Bolzano. L’istituto è presente anche all’interno di NOI Techpark, dove conta oltre 100 ricercatori e 13 laboratori. All’interno dei laboratori del parco tecnologico, Eurac Research si occupa energie rinnovabili, tecnologie per il monitoraggio ambientale, simulazioni climatiche, ricerca sulle mummie e medicina d'emergenza in montagna. 

L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco) è l’agenzia delle Nazioni Unite che orienta il proprio focus sui temi dell’istruzione, della scienza, della cultura, della comunicazione e dell'informazione. Dal 2012 l’Unesco ha cominciato ad occuparsi di Futures Literacy e delle discipline dell’anticipazione, realizzando tavoli di lavoro in molti Paesi.  

L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) è un'organizzazione internazionale di studi economici per i 36 Paesi membri che hanno in comune un'economia di mercato.

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