5 min read
L’Iot e la partita energetica: viaggio nell’officina dei sensori
Condividi questa news
WhatsappWhatsapp
2020-03-09 2020-02-28 28 Febbraio 2020 - Domenico Nunziata
5 min read
Image

Dall’idea al prototipo attraverso piattaforme multidisciplinari. Così a NOI Techpark si sviluppano software e hardware di dispositivi per gli scenari del futuro

Lungo il piccolo viale che conduce a NOI Techpark c’è un albero. Sembra uno come tanti, ma non lo è. Sulla pianta è infatti installato un dispositivo tecnologico collegato a numerosi sensori che possono rilevare la quantità e qualità delle foglie della chioma dell’albero, che cambia nel tempo di vita, quando cresce e a seconda della stagione. I dati raccolti vengono poi inviati a un server che elabora modelli di analisi e di previsione. Questo sistema permette di misurare l’effetto sull’ambiente degli alberi in un parco. Il software per l’analisi è fornito dall’azienda R3GIS, che ha sede a NOI Techpark.

Quello della sensoristica è un ambito sempre più importante della ricerca tecnologica e all’interno dell’Innovation District altoatesino si può seguirne tutto il processo di sviluppo, dall’ideazione alla prototipazione. In modo da comprendere al meglio gli scenari urbani (ma non solo) del futuro che saranno abitati da quell’Internet of Things di cui i sensori rappresentano la componente terminale fondamentale.

La sfida: sensori low power

I costi dei sensori in questi anni si sono abbassati, e ormai non è difficile produrli o assemblarli. Il tema a cui ora tutti guardano è quello del loro rapporto con l’energia. «La sfida del futuro non sarà solo quella di produrre sensori low cost ma soprattutto quella di produrre sensori low power che richiedano poca energia», spiega Gianluca Antonacci socio fondatore di CISMA, azienda insediata a NOI Techpark specializzata in studio e analisi di dati ambientali. Installare dispositivi di rilevazione in ambienti ostili dal punto di vista energetico, come la montagna, sarà una sfida soprattutto per una provincia come l’Alto Adige. Ma non è tutto. Oltre alla questione dell’autonomia energetica ce n’è un’altra da tenere in considerazione quando si parla di sensori: l’analisi del dato. «Misura, analizza, modella e agisci sono le fasi del ciclo di vita del dato», chiarisce Antonacci. L’analisi, dopo la corretta acquisizione, è infatti una delle fasi più delicate da affrontare.

«A NOI Techpark si possono creare e sviluppare sensori sia dal punto di vista dell’hardware sia dal punto di vista del software. Si possono fare dei test, arrivare alla prototipazione avanzata e fare modelli matematici per l’analisi dei dati», spiega Patrick Ohnewein, responsabile del settore Digital del parco tecnologico. Dunque, eseguire tutto il ciclo completo di uno sviluppo sensoristico. Come? Innanzitutto partendo da Maker Space, il primo posto in cui chiunque voglia costruire un sensore dovrebbe andare, così da realizzare fisicamente il proprio prototipo; Passando poi per il Sensor System Technologies LAB (nato dalla collaborazione tra unibz ed Eurac Research, il laboratorio specializzato nella prototipazione avanzata, in cui si possono eseguire test approfonditi in grado di progettare e realizzare sensori stampabili basati su tecnologie sia di stampa che di micro-fabbricazione e di fornire soluzioni integrate per l’accesso, l’analisi e la condivisione dei dati; e quindi frequentando il Free Software Lab, lo spazio in cui poter sviluppare i modelli matematici, anche con il supporto della SMART Data Factory di unibz.

IoT e Digital: Collaborazione al insegna del design thinking

Ma NOI Techpark è anche un grande laboratorio di sperimentazione. Le due community interne di sviluppatori (digital e IoT), attraverso lo scambio di know-how, riescono a creare delle collaborazioni che favoriscono il design thinking. Creare piattaforme multidisciplinari per lo sviluppo tecnologico è, infatti, alla base dell’innovazione. La sperimentazione però non finisce qui. Sui tetti del parco tecnologico sono posizionate diverse antenne che trasmettono un segnale a basso costo energetico e ad ampio raggio.

La rete si chiama LoRaWAN ed è disponibile per tutti coloro che vogliano testare un sensore, in modo che si possano trasmettere e ricevere i dati che provengono dai dispositivi. La rete sperimentale fornisce connettività a chi vorrà approfittarne, permettendo alle ditte innovative di testare i propri dispositivi, senza dover sviluppare l’infrastruttura specifica. L’obiettivo è quello di rendere più confortevoli gli ambienti di lavoro. Alcune delle sorgenti di informazione di questa sperimentazione provengano dall’Open Data Hub: un’enorme banca dati sul turismo e la mobilità locali realizzata da diverse aziende tecnologiche coordinate da NOI Techpark, il cui codice è attualmente impiegato per monitorare traffico, parcheggi e mezzi pubblici su diverse app.

«Abbiamo assemblato più ripetitori: in totale sono cinque, più uno che teniamo da parte come jolly. Il nostro LoRaWAN è un progetto open source e segue la logica dell’autoconfigurazione, una sorta di plug and play (collega e usa). Attualmente si sono connessi alla rete 190 utenti, contando anche quelli che l’hanno fatto durante la SFScon», spiega Roberto Monsorno, coordinatore del Center for Sensing Solutions di Eurac Research dislocato nella sede di NOI Techpark, ovvero una delle componenti del Sensor System Technologies LAB. Avere dei sensori low energy non basta, bisogna, infatti, avere delle reti di qualità interconnesse ma anche sicure. Il tema della cybersecurity (di estrema attualità) sarà centrale anche per rendere più robusta la rete LoRaWAN. Per essere difesi da più attacchi possibili e garantire lo sviluppo dell’innovazione tecnologica.

SCHEDA

Il Settore Digital di NOI Techpark nel corso degli anni ha sviluppato numerosi progetti, tra cui l’Open Data Hub e il Free Software Lab. Mette in connessione gli istituti di ricerca e organizza il più grande evento italiano dedicato al free software: SFScon. Dà inoltre spazio a sviluppatori indipendenti organizzando numerosi Hackathon.

CISMA è un’azienda insediata a NOI Techpark specializzata in studio e analisi di dati ambientali. La società fornisce dati, previsioni e consulenza tecnica nei settori dell'energia, dell'aria e dell'acqua. 

Sensor Systems Technologies LAB è è un laboratorio co-gestito dalla Libera Università di Bolzano (Sensing Technology Lab) ed Eurac Research (Center for Sensing Solutions) che permette di sviluppare tecnologie, realizzare dispositivi e sensori e progettare soluzioni integrate per l’acquisizione di dati di monitoraggio per vari ambiti applicativi.

Condividi questa news
WhatsappWhatsapp