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Da Bmw a Porsche, la spinta «elettrica» che fa crescere alpitronic
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2019-11-12 2019-11-12 12 Novembre 2019 - Gabriele Crepaz
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L’azienda è cresciuta all’interno dell’incubatore del NOI Techpark, ora è un player di livello internazionale grazie ad una preparazione dettagliata, tempi d’azione giusti e pianificazione. Il CEO Senoner: «Il mercato aspetta qualcosa che non c’è» 

Dove è possibile, la nuova sede centrale ai Piani di Bolzano sta già venendo allestita. Tuttavia, per il CEO Philipp Senoner lo spazio è ancora troppo stretto. Solo nel 2019 alpitronic ha assunto 30 nuovi dipendenti, portando così l'organico a 78 unità. «Stiamo negoziando di nuovo con i nostri vicini per avere più spazio» spiega, mentre ci guida attraverso la fabbrica. Dalla fondazione, nel 2009, le cose sono costantemente migliorate. Nel 2017 e nel 2018, il Financial Times ha inserito l’azienda tra le 1000 più in crescita in Europa.  «Abbiamo avuto tanto lavoro sin dal primo giorno». E questo ha dato ai quattro fondatori la certezza che il loro modello di business, assieme allo sviluppo dell’elettronica, avrebbe avuto successo. 

 

L’incubatore di NOI Techpark ti mette le ali 

All’epoca lo spazio era il problema minore. alpitronic ha iniziato il suo percorso come startup all’interno del TIS, attuale incubatore d’impresa del NOI Techpark. L’ambiente era quello ideale per muovere i primi passi, essendo circondati da altre startup ed esperti che potevano creare una rete internazionale, oltre alle infrastrutture e alle opportunità di espansione. Nel 2014, dopo cinque anni di lavoro, alpitronic riusciva già a volare da sola. Il segnale era chiaro: l’energia all’interno dell’Incubatore non era più sufficiente per loro, e da quel momento hanno smesso di essere una startup. 

Quattro giovani ingegneri verso la mobilità elettrica 

La sensazione è che i fondatori siano da sempre stati bravi ad interpretare i segni del tempo. I veicoli elettrici erano ancora in fase di elaborazione, un semplice tentativo, quando i quattro altoatesini, una donna e tre uomini (tutti ingegneri elettrici), hanno cominciato a immaginare la mobilità del futuro. Certi discorsi possono iniziare solamente in un modo: «Davanti ad un boccale di birra al Nockherberg di Monaco» racconta il CEO, che all’epoca aveva 31 anni. Avevano una buona conoscenza dell’elettronica di potenza e buoni contatti all’interno di BMW. Tre di loro erano dipendenti dell’azienda. Appena si licenziarono, si misero in tasca anche il primo incarico. 

Alpitronic si considera una società di sviluppo nel campo dell'elettronica di potenza e della mobilità. I progetti si concentrano sui veicoli elettrici che non saranno lanciati sul mercato prima del 2023. Insieme ai suoi clienti, tra cui appunto BMW e Daimler, l’azienda calcola, simula e testa le tecnologie del futuro. Nella maggior parte dei casi, sviluppa prototipi o prodotti in piccole serie. Anche le battute d’arresto fanno parte del gioco: «No, questo non mi procura notti insonni» puntualizza Senoner. È abituato al fatto che solo la metà dei concetti sviluppati da alpitronic vengono immessi sul mercato come prodotto. È così che ci si sente ad essere pionieri: «Impariamo molto dal processo di creazione, e lo stesso vale per i nostri clienti» dice il CEO che è allo stesso tempo uno sviluppatore. «Da quando alpitronic è nata, gli ordini sono arrivati da soli» dice. E quindi la domanda si pone da sola: come hanno fatto ad avere un successo così immediato in un mondo in cui c’è già tutto? 

Preparazione, timing, business plan: la strada verso il successo 

Fondamentale al giorno d’oggi, è riuscire a individuare quelle conoscenze che possano portare un vantaggio per ridurre il gap nel mercato con i competitor. «Il mercato sta aspettando qualcosa che ancora non c’è. Un’ottima preparazione di base e il saper sfruttare le occasioni al momento giusto aiuta molto» sottolinea Senoner. Già prima della fondazione di alpitronic, i quattro avevano avuto dei colloqui con potenziali clienti e sondato il terreno di mercato. In questo modo hanno avuto l’opportunità di riflettere con calma sul proprio business plan, valido ancora oggi, dieci anni dopo. Un piano diviso in tre parti: fare tutto ciò che è in loro potere per conquistare la fiducia dei clienti, creare domanda attraverso le prestazioni e affidabilità, e infine sviluppare i propri prodotti e portarli sul mercato. 

E poi la filosofia del “morso”: mordere l’innovazione, renderla possibile in qualsiasi modo. Per alpitronic nessuna sfida è troppo grande, e non vogliono fallire: «Le promesse al cliente vanno mantenute sennò il cliente se ne va». Finora il business plan ha sempre funzionato, e molti clienti conoscono l’azienda sin dagli albori. Nel corso degli anni le relazioni umane si sono sviluppate: «Molti progetti sono nati semplicemente per il contatto che c’è con i clienti, lavoriamo molto apertamente». 

Sviluppato e molto richiesto: ecco perché i clienti hanno scelto l’hypecharger 

Alpitronic si trova al momento al terzo livello del proprio business plan: lo sviluppo interno dei prodotti. E nel loro caso questo vuol dire “hypecharger”, una stazione di ricarica ultraveloce per macchine elettriche, gioiello dell’azienda. Il prodotto è stato presentato per la prima volta al congresso mondiale “EVS30 e-mobility” di Stoccarda. «È stata l’attrazione della fiera» ricorda il CEO. E Senoner capì subito: «Con questo prodotto non possiamo permetterci di fallire». 

E sembra che tutto funzioni, nonostante i tempi di sviluppo siano molto brevi. L’Hypecharger è estremamente potente, ha un design accattivante e compatto, ruba poco spazio ed è molto più economico da acquistare rispetto ai competitor. E sulla lista dei clienti troviamo, tra gli altri, Fortum Charge e Drive dalla Norvegia, Deutsche Telekom, EnBW, VW, Skoda, Porsche-Holding. Mentre Singapore è interessata ad avere stazioni di ricarica per camion, e per il 2020 la produzione è salita a 1500 hypechargers, quasi il doppio rispetto all’anno scorso. E gradualmente cominciamo a capire i problemi di spazio del CEO… 

alpitronic parla al mondo: che strada sta prendendo la mobilità elettrica? 

Ma la domanda resta: cosa rende Senoner così sicuro che la mobilità elettrica continuerà ad avere successo anche in futuro? «È in corso un’intensa attività di ricerca per sviluppare batterie che offrano prestazioni massime e siano sostenibili» spiega. Secondo lui la mobilità elettrica dominerà il mercato per i prossimi 20-30 anni.

 Senoner può permettersi tali giudizi. alpitronic è membro di ChargIn, organismo internazionale che ha voce in capitolo nello sviluppo della mobilità elettrica in tutto il mondo. L’Università di Klagenfurt, che vuole introdurre una nuova facoltà di elettronica di potenza, ha chiesto ad Alpitronic le conoscenze di cui il mercato ha bisogno in futuro. Ed il bando a NOI Techpark con cui è iniziato tutto, esiste ancora oggi: le prestazioni a basse temperature dell’Hypecharger di alpitronic sono state testate nel cosiddetto Accelerated Life Testing Lab di Eurac Research. Senoner spera inoltre di trovare uno slot libero per ulteriori simulazioni all’interno del TerraXCube al Parco Tecnologico: vuole capire come reagisce la stazione di ricarica alle condizioni climatiche più estreme. 

Le auto aziendali Alpitronic funzionano naturalmente con l'elettricità. Ora l'amministratore delegato ha anche ordinato privatamente un'auto elettrica. Un'Audi? No. Dice che Audi non è un cliente Alpitronic. Non ancora, diciamo. 

SCHEDA 

L'incubatore d'impresa di NOI Techpark supporta e promuove idee imprenditoriali lungimiranti. Più volte all'anno vengono emessi dei bandi per la quale possono venir presentate candidature. In questo modo non bisogna sospendere per troppo tempo i propri progetti.  

Coloro che vengono accettati nell'Incubatore startup vengono supportati nel processo di sviluppo del prodotto e nella costruzione di un'azienda competitiva attraverso workshop, seminari e sessioni di formazione individuale. Sono garantiti gli spazi d’ufficio e l'accesso ai laboratori scientifici e sperimentali, così come gli scambi con ricercatori, studenti, imprenditori e altre start-up. La call è attualmente in corso. Idee e progetti saranno accettati fino al 18 novembre 2019.  

Alpitronic è un esempio di startup cresciuta all’interno dell’incubatore. I fondatori di Alpitronic Sigrid Zanon, Alessandro Cicceri, Andreas Oberrauch e Philipp Senoner hanno maturato la loro idea commerciale nell'incubatore e hanno costituito una società ricercata a livello internazionale per lo sviluppo dell'elettronica di potenza nella mobilità elettrica. 

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