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UP Caeli Via: volare sulle ali di un drone
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2021-08-02 2021-08-02 2 Agosto 2021
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Il più grande sogno dell’uomo è da sempre quello di volare. Ce lo dice la storia, con i grandi eventi del passato come lo sbarco sulla luna, ma anche il mondo dell’innovazione, con tecnologie come il jetpack o le futuristiche macchine volanti di cui sono già nati i primi prototipi. Un sogno che da trent’anni accompagna anche Gianni Baggio, imprenditore e perito meccanico vicentino che ha pensato a una soluzione alternativa per permettere all’uomo di spiccare il volo. «Ho sempre voluto creare un mezzo volante a decollo verticale che potesse trasportare le persone ed è per questo che è nata Up Caeli Via», racconta.

L’innovazione che fa bene

L’azienda, incubata a NOI Techpark, nasce nel 2010 come desiderio di essere la prima generazione di una nuova attività industriale e si prefigge il doppio obiettivo di realizzare droni professionali diffondendo al contempo un modello etico e di responsabilità sociale attraverso l’industria. «Tutti i prodotti che realizziamo finanziano progetti di solidarietà, alimentando una rete sostenibile in cui crediamo molto. Confidiamo nella bontà delle persone e per questo cerchiamo di aiutare il prossimo attraverso il nostro lavoro», racconta Baggio.

L’incontro con NOI

Nel 2017 l’imprenditore approda a NOI Techpark, dove incontra nuovi partner, allarga il team e inizia a progettare il convertiplano: un mezzo che decolla in maniera verticale per poi volare come un aereo vero e proprio. Il progetto è diventato un prototipo e ora è pronto per l’industrializzazione. Con una duplice finalità: cercare e soccorrere i dispersi in montagna e coprire grandi distanze anche con condizioni metereologiche sfavorevoli, grazie all’alto valore di efficienza aerodinamica.

Qualche tempo dopo, nel pieno della pandemia, Up è stata contattata dal soccorso alpino di Belluno che le ha commissionato la creazione di un drone capace di segnalare gli ostacoli in volo in ambiente alpino come le funi e i cavi dell’alta tensione. Un progetto sviluppato in collaborazione con Terraxcube e con il coinvolgimento del Makerspace, la nostra officina della prototipazione. Qui, Baggio e i suoi collaboratori hanno utilizzato macchinari come la stampante 3D e UV e la termoformatrice per realizzare alcune componenti per le luci di segnalazione e non solo.

«Non possiamo che essere riconoscenti a NOI Techpark per il supporto e le numerose soluzioni che ci hanno fornito in questi anni per portare avanti i nostri progetti. È stato un lavoro essenziale che ci aiuterà anche in futuro», afferma Baggio. Perché attenzione: il sogno di portare l’uomo tra le nuvole a bordo di un drone non è mai venuto meno. È solo stato messo in attesa, almeno fino al prossimo volo.

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