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Biometano: l'approccio low-tech della start up Alvus
2021-12-13 2021-12-13 13 Dicembre 2021
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Tutti parlano di alta tecnologia, ma cosa succederebbe se la bassa tecnologia portasse in modo più efficiente alla transizione energetica e a un'economia circolare? A rispondere, ci pensa Alvus nel nostro Start-up Incubator.

Come gestiamo la tanto attesa transizione dall'uso di combustibili fossili a un approvvigionamento energetico sostenibile, utilizzando le energie rinnovabili? A questa domanda non esistono risposte facili. Servono molte menti brillanti che contribuiscano alla tanto invocata transizione energetica con un'ampia varietà di soluzioni. Alcune di loro operano nel nostro Start-up Incubator e stanno perfezionando una tecnologia innovativa per la produzione di biometano. Una fonte di energia ottenuta dal biogas che, a differenza del gas naturale fossile, è neutrale dal punto di vista climatico.

Nel nostro Start-up Incubator, una piccola squadra fortemente motivata sta lavorando al perfezionamento di questa tecnologia. Si chiama Alvus ed è una start-up guidata da Christof Erckert. Tutto si basa sul principio del "keep it simple". In altre parole: i grandi contenitori in cui fermentano sottoprodotti agricoli o liquami per produrre biogas e biometano non sono fatti in acciaio o cemento. Alvus ha sviluppato e brevettato un procedimento per realizzare questi digestori in terra rinforzata. Si tratta di un materiale perfettamente integrabile nel paesaggio grazie al ripristino del manto vegetale, che presenta enormi vantaggi economici rispetto agli impianti tradizionali e che, con una volumetria di circa 24.000 mc, consente di realizzare impianti molto più grandi. Un altro aspetto importante è che, grazie a questa tecnologia, le emissioni di CO2 possono diminuire dell'80%.

Vuoi saperne di più? Qui puoi scoprire perché Alvus punta sul futuro del biometano e perché lo Start-up Incubator del NOI è il posto migliore in cui la squadra può implementare più efficacemente la propria missione.