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BIM: I committenti sono i veri vincitori
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2020-11-23 2020-01-03 3 Gennaio 2020 - Maria Cristina De Paoli
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Una cosa è certa: la digitalizzazione avrà un ruolo importante anche nell’industria edilizia nazionale. Proprio per questo motivo Fraunhofer Italia offre un nuovo laboratorio e tre sistemi software per implementare il Building Information Modeling, abbreviato BIM, anche in Alto Adige. 

Per il momento gira in maniera telecomandata e con una superficie di carico vuota sui cordoli e sull’erba di NOI Techpark. Ma ben presto, la piattaforma robotica mobile Husky A200 potrebbe addirittura girare in un cantiere e trasportare carichi più grandi da un punto A a un punto B trovando autonomamente la strada giusta. È proprio a questo progetto che sta lavorando Fraunhofer Italia. “L’obiettivo è quello di creare un “ponte” tra la robotica e l’industria edilizia” spiega Camilla Follini, collaboratrice scientifica del Team Process Engineering in Construction. Per fare ciò, tuttavia, il veicolo deve “imparare” ancora molto. I test al coperto sono già risultati positivi. È quindi solo questione di tempo, prima che il robot riesca a muoversi autonomamente in qualsiasi cantiere tra impalcature, pali di cemento, pali di ghiaia e lavoratori. 

Un modello virtuale dell’edificio reale  

Per capire cosa si nasconde dietro a questo progetto, bisogna fare un passo indietro. La digitalizzazione sta trasformando velocemente la società e l’economia e ben presto avrà un ruolo importante anche nell’industria edilizia. Questo processo è attualmente legato ad un acronimo: BIM, ossia Building Information Model. Con ciò si intende un modello digitale di informazioni sull’edificio (quindi è molto più di un semplice modello 3D), che – dalla progettazione all’ideazione e al calcolo, fino alla realizzazione e manutenzione – lega insieme ininterrottamente i dati dell’opera edilizia. E questo durante l’intero ciclo di vita dell’edificio. 

Nel 2016 l’Italia ha ricevuto una direttiva europea e ha adottato un piano graduale per introdurre il BIM per gli appalti pubblici. Il 1° gennaio 2019 è partito il conto alla rovescia. Fraunhofer Italia ha inizialmente risposto a questo cambiamento della condizione giuridica con un'indagine a livello nazionale sullo status quo nel paese e sull'accettazione della nuova metodologia. In una seconda fase è stato avviato il progetto di ricerca BIM Standardized implementation in public administration (BIM Implementazione Standardizzata nella Pubblica Amministrazione) che prevede la creazione di un BIM Simulation Lab (BIM laboratorio di simulazione) e lo sviluppo di tre diverse applicazioni.  

Partner potenziali del progetto Fraunhofer sono al momento tutte le amministrazioni pubbliche del paese, che oltre ai requisiti legali, riconoscono anche le opportunità di un modello digitale dell’edificio.  “Perché coloro che ci guadagnano dal BIM sono indubbiamente i committenti, soprattutto se si tratta di progetti complessi su larga scala” spiega Giada Malacarne di Fraunhofer Italia. In collaborazione con le amministrazioni pubbliche, la giovane ricercatrice e il suo team hanno creato finora i presupposti per l'implementazione del BIM in Alto Adige. “Volevamo capire in che modo i processi esistenti dovevano essere modificati e adattati.” In altre parole, è stato necessario fissare le regole per la coesistenza digitale. Ora può iniziare la fase di prova. “Si inizierà con due nuovi cantieri, che saranno progetti di medie dimensioni che coinvolgeranno anche le imprese locali” così afferma Giada Malacarne. “Non vogliamo essere impreparati quando nel 2021 entreranno in vigore i requisiti legali per ordini di grandi dimensioni. E entro il 2025 al più tardi, toccherà anche a quelli più piccoli.” 

Un nuovo laboratorio e tre sistemi 

Grazie a fondi FESR della Provincia Autonoma di Bolzano, Fraunhofer Italia sta creando un laboratorio dedicato al BIM, il BIM Simulation Lab. La struttura sarà collocata a NOI Techpark e dovrà in futuro supportare i processi decisionali nella fase di costruzione. Parallelamente, sono stati sviluppati tra l’altro tre sistemi software che, alla fine di tutti i test, faciliteranno agli utenti del laboratorio l’accesso a BIM. 

Nel dettaglio: Il Fiel2BIM-Tool serve per il trasferimento dati (semi)automatico dal mondo reale a quello digitale. Lo status quo di cantieri ed edifici già esistenti così verrà convertito in modelli digitali tramite scansione 3D. Il BIM2Field-Tool serve invece per la gestione digitale del cantiere. Inoltre, questa applicazione rende possibile il trasferimento efficiente di dati dal mondo digitale a quello reale e fornisce sistematicamente informazioni rilevanti agli addetti del cantiere. Con il BIMobility-Simulator è stato creato uno strumento che facilita la progettazione non solo di singoli edifici, ma anche di interi quartieri che prevedono l'integrazione di sistemi di mobilità elettrici. 

Progetto pilota con Niederstätter S.p.A. 

Come è stato dimostrato dalla Niederstätter S.p.A., anche aziende che non fanno parte dell’edilizia principale possono trarre profitto dal BIM. “Durante i colloqui informativi che organizziamo regolarmente per i nostri clienti, abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con Fraunhofer Italia” spiega Manuel Niederstätter “e dato che oggi tutti parlano di BIM, anche noi abbiamo voluto affrontare questo argomento. Volevamo soprattutto capire se e come potevamo incorporare questo nuovo strumento nella nostra azienda.” 

Da questo primo colloquio è nato un progetto concreto. Sulla base del BIM, Fraunhofer Italia ha creato un progetto per il Containservice di Niederstätter. “Nell'ambito di uno studio di fattibilità, sono stati analizzati i processi esistenti e sono stati individuati i possibili punti di partenza per una conversione al metodo di lavoro BIM" afferma Christoph Paul Schimanski di Fraunhofer Italia. Sulla base di ciò, sono nati una libreria BIM di componenti standard e uno strumento basato sul BIM, che semplifica e parzialmente automatizza l'elaborazione delle offerte e la preparazione del lavoro. Entrambi gli strumenti furono testati su un progetto reale per Mila, a Bolzano: un complesso di container a due piani con un totale di 28 container di varie tipologie. "Grazie al BIM abbiamo risparmiato molto tempo, soprattutto nella scelta degli elementi adatti al progetto" afferma Manuel Niederstätter. 

Ma ora torniamo alla Husky A200. Da Fraunhofer Italia, nel NOI Techpark, l’intelligente robot sta imparando a tradurre automaticamente i dati dal BIM nella propria lingua. In futuro sarà in grado di svolgere i lavori in piena autonomia e non potrà perdersi in nessun cantiere. 

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