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Le mascherine, i cannoni che sanificano, la «Fever Control App»: l’Alto Adige si reinventa e reagisce alla crisi
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2020-05-06 2020-04-30 30 Aprile 2020 - Elmar Burchia
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Da Salewa, che ha riconvertito la produzione in tempi record, alla distilleria Roner che dalla grappa è passata a produrre disinfettanti. La nuova mission di un territorio simbolo che si ripensa tra solidarietà e nuove opportunità di business

L'Alto Adige che reagisce: sono sempre di più le aziende che, in questi tempi difficili, si stanno reinventando per offrire soluzioni nella lotta contro il Covid-19. Una riconversione di impianti e linee produttive altrimenti destinati al blocco sine die, o quasi, dopo lo stop imposto dall’emergenza. C’è chi dall’abbigliamento di marca è passato a produrre mascherine, chi prima distillava grappa e ora fa disinfettante per le mani. E chi, la neve artificiale l’ha «trasformata» in sanificatori delle strade. Abbiamo selezionato alcune delle storie più belle delle attività produttive altoatesine che in queste settimane hanno deciso di non fermarsi ma, al contrario, hanno avviato una nuova «mission», tra solidarietà e nuove opportunità di business.

Partiamo dalle mascherine, l’oggetto simbolo della pandemia, diventate parte della nostra quotidianità. Bisognerà conviverci, almeno finché non verrà trovato un vaccino. L’Italia da sola ne ha bisogno di 90 milioni, al mese. E ogni giorno si allunga l’elenco delle aziende che hanno deciso di riconvertire la propria produzione per rispondere alla crescente domanda di questo prodotto. Tra queste c’è la bolzanina Salewa, gruppo specializzato nel settore dell'outdoor. Invece di fermare tutto, nella sede di Montebelluna (Treviso) ha avviato ex novo una produzione di mascherine protettive e camici da destinare al personale medico. «Per rispondere in tempi brevissimi alla necessità del Servizio Sanitario dell’Alto Adige, abbiamo iniziato a cucire mascherine e camici protettivi idrorepellenti, riutilizzando i materiali di scarto delle nostre produzioni» ha detto il presidente Heiner Oberrauch. Nel dettaglio, ogni settimana vengono prodotte circa 50mila mascherine in cotone misto poliestere e 800 camici protettivi in Gore-Tex e PowerTex. 

Camici protettivi - Schutzanzüge | © Oberalp AG
Mascherine - Schutzmasken | © Oberalp AG

Un’altra azienda, di quelle importanti dell’Alto Adige, che ha voluto dare il suo contributo alla lotta al coronavirus è la Demaclenko, specialista dell'innevamento programmato, parte del Gruppo Leitner. Come, vi chiederete? Dalla sede di Vipiteno hanno sviluppato un nuovo sistema di sanificazione mobile attraverso un generatore di neve. In pratica, la tecnologia utilizzata per le piste da sci è stata riconvertita per preparare al meglio una prima fase di riapertura dei territori alla popolazione. Dopo una serie di test positivi effettuati in sede a Vipiteno anche con l'ausilio dei vigili del fuoco, Demaclenko ha presentato il progetto all'Agenzia provinciale per la protezione civile e, dopo aver ottenuto il via libera, la soluzione è stata già adottata da numerosi territori, da Selva e Santa Cristina in Val Gardena fino a Bressanone. Il sistema, montato su camion, è composto da un generatore neve collegato ad una pompa in grado di assicurare la pressione ottimale dell'acqua e a un serbatoio contenente disinfettanti biodegradabili al 100%, nella fattispecie perossido di idrogeno solubilizzato in acqua.

Ad offrire il proprio lavoro e la propria materia prima c’è anche un’azienda del comparto spirits. Da inizio aprile, le distillerie Roner di Termeno producono infatti disinfettanti per mani, per rafforzare la disponibilità negli ospedali, nei presidi sanitari, nelle case di riposo, negli studi medici. Il destinatario e il committente di questa nuova produzione è l'Azienda Sanitaria dell'Alto Adige. L'idea di questa cooperazione è nata dal Centro di Sperimentazione Laimburg, che fornisce supporto scientifico e tecnico alla produzione. Dove normalmente si producono distillati e grappe di altissima qualità, da qualche settimana viene imbottigliato il disinfettante per mani. La formula e il processo di produzione sono conformi alle linee guida dell'Oms; il prodotto è costituito per l'80% da alcol etilico con l’aggiunta di alcuni additivi mentre l’intero processo di produzione richiede circa tre giorni. In aggiunta, Roner offre sul proprio shop online anche bottiglie di alcol al 86%vol. nonché al 96%vol., che può essere usato come igienizzante per la pulizia e la disinfezione di mani e superfici.

Disingettante per mani - Handdesinfektionsmittel | © Roner AG

In prima linea contro il Covid-19 è scesa anche Niederstätter, azienda a gestione familiare che ha la sua sede a Bolzano e diverse filiali nel nord Italia. Per le esigenze di spazio che si sono create improvvisamente a causa della pandemia, nelle ultime settimane è infatti cresciuta a dismisura la richiesta di container. Ebbene, Niederstätter li ha forniti agli ospedali di Brunico, San Candido, Vipiteno. Per fare cosa? Allestire all’esterno dei nosocomi delle aree triage. Richieste sono arrivate nel frattempo anche da altri ospedali. Queste strutture modulari (compatte, a basso costo, facili e veloci da montare), possono ospitare al suo interno tecnologie e macchinari e garantire un isolamento acustico e termico. «Agiamo e ragioniamo in modo lungimirante e investiamo costantemente in tecnologie di ultima generazione» ha spiegato Manuel Niederstätter. Che sottolinea: «Abbiamo voluto fornire un prodotto modulare che possa garantire igiene e comfort a tutti gli operatori».

Container | © Niederstätter AG

Un addio temporaneo alle fiere e alle manifestazioni ha dovuto dare l’imprenditore Mauro Faggionato dell'azienda bolzanina Visualis, specializzata in soluzioni per eventi, gazebo, tensostrutture e allestimenti fieristici. L’imprenditore non ha cambiato del tutto la produzione: l’ha adattata e ampliata. Ora produce mascherine monouso e prodotti per il contenimento del virus. Ad esempio: tende gonfiabili per il triage, gazebo professionali per le emergenze e barriere in plexiglass trasparente per le attività commerciali (farmacie, negozi, uffici, banche). L’azienda sta anche studiando un prototipo per le barriere da fornire a taxi e autobus. 

Non mancano le cooperative. Da quando il ristorante (60 coperti) ha dovuto chiudere le porte a causa dell’emergenza da Covid-19, la Cooperativa Novum di via Macello a Bolzano, ha deciso di riconvertire la attività di ristorazione raccogliendo in maniera innovativa gli ordini. Come? Con il delivery. Consegna i pasti ai dipendenti della vicina Banca Popolare attraverso un portale internet dedicato. «Ogni giorno pubblichiamo il menù sul sito e i clienti possono ordinare online e pagare anche con i buoni pasto» spiega Tiziano Mazzurana, responsabile della cooperativa sociale. «Speriamo di riuscire a vedere tanti ordini in modo da non dover mettere nessuno in cassa integrazione, se ce la facciamo, e di garantire a tutti il lavoro». La cooperativa ha 85 dipendenti, molti giovani in difficoltà personali, sociali e familiari. Pure il settore falegnameria è stato riconvertito: ora i lavoratori mettono a punto supporti in legno per pannelli e divisori in plexiglass. Sempre a Bolzano, l'associazione delle cooperative Coopbund ha lanciato dal canto suo un servizio chiamato #smartCoop che prevede webinar e approfondimenti su tematiche attuali e una pagina web in cui approfondire le nuove tecnologie al servizio delle imprese cooperative.

Creativa è veloce è stata la RR Solutions: la società tech di Bolzano ha infatti sviluppato un'applicazione per il controllo della febbre, un modo per sensibilizzare le persone a prestare attenzione ai sintomi delle malattie respiratorie e una soluzione per misurare regolarmente la temperatura corporea e registrare il risultato. Se viene inserita una temperatura di 37,5 gradi Celsius o superiore, l'app avverte l'utente. Registrando con data e ora, la “Fever Control App” serve come diario che rende prova del controllo e della misurazione. L’app è disponibile gratuitamente e memorizza i dati solo sul proprio smartphone. Alla tecnologia si è affidato pure il concept store Im Kult di Marlengo che propone di fare acquisti tramite videochiamata (WhatsApp o FaceTime), da lunedì al venerdì tra le 10 e le 12. Le consegne vengono effettuate in tutto l'Alto Adige. Insomma, le incognite sulla durata dell'epidemia lasciano prevedere che, anche dopo la fine dell'emergenza, di questi dispositivi e di queste iniziative ne avremo probabilmente bisogno ancora a lungo. 

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